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Danni da fumo in gravidanza sottostimati. Solo la metà delle fumatrici che non smettono neppure in gravidanza lo ammette

Il fumo in gravidanza fa molto male. E fa più male se le donne su questo punto, al momento del parto, mentono. Ne va della sicurezza del bambino. Secondo una ricerca fatta in Ohio (Stati Uniti) solo l’8 per cento ammette di non avere smesso con le sigarette nei nove mesi fatidici, invece il numero reale sarebbe il 16 per cento. Il doppio. A questo va aggiunto un 7 per cento di donne che o hanno fumato poco o sono state esposte a fumo passivo o hanno preso chewing gum alla nicotina. Fatte le somme, sarebbero 1 su 4 nella realtà le donne che arrivano al parto “accompagnate” dal fumo.

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Tumore al seno, nessun rischio dalla fecondazione in vitro

Il desiderio di avere un figlio, nel corso della vita, può far accantonare tutte le altre preoccupazioni. Ma tra le donne hanno affrontato una gravidanza dopo essersi sottoposte a una procedura di fecondazione assistita, prima o poi può sorgere un pensiero: quali conseguenze rischia di avere la stimolazione ormonale sulla salute? Oggi, a più di trent’anni dalla prima fecondazione in vitro, si può affermare che le donne che hanno affrontato questo percorso non corrono un rischio superiore di ammalarsi di tumore al seno, rispetto alla popolazione sana. 

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Perché "Farmaci e gravidanza"... perché la sua salute è la tua, Mamma

Il progetto “Farmaci in gravidanza” nasce dall’esigenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco di informare la popolazione e gli operatori sanitari sull’importanza che un uso corretto e appropriato del farmaco riveste, in gravidanza, per tutelare la salute del bambino e della mamma consentendo il mantenimento, o il recupero, dello stato di salute. Appare necessario correggere una percezione distorta, attualmente ancora radicata nell’opinione pubblica, che lega secondo un principio di causa-effetto l’impiego del farmaco con la comparsa di effetti teratogeni sul feto, ostacolando così la possibilità di vivere una gravidanza serena ed esponendo a possibili rischi legati alla mancanza, invece che alla presenza, di cure.

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Il vaccino 9-valente contro l'Hpv anche in Italia

All’incirca l’80% delle donne sessualmente attive e il 50% degli uomini ha avuto nel corso della vita un’infezione da virus HPV (il papillomavirus umano), molte delle quali eliminate spontaneamente dal sistema immunitario. Sono queste le ultime stime diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; percentuali importanti che invitano ad una maggiore attenzione verso le malattie a trasmissione sessuale,  in crescita anche tra i giovani con azioni di sensibilizzazione e nuovi strumenti di prevenzione. E proprio in questa direzione è in arrivo in autunno, in Europa ed anche in Italia, il vaccino 9-valente, efficace cioè contro 9 ceppi di HPV tra i più pericolosi, indicato sia per i maschi sia per le femmine. La notizia è stata annunciata dagli esperti di WAidid (Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici) nel corso del Congresso Internazionale Eurogin, tenutosi a Salisburgo. 

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Il Presidente Pecorelli nominato Professor Adjunct in Ostetricia e Ginecologia all’Università di Yale

Il Prof. Sergio Pecorelli, presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, è stato nominato Professor Adjunct in Ostetricia e Ginecologia presso il Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Scienze Riproduttive della Scuola di Medicina dell’Università di Yale (New Haven – USA).

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Antidepressivi in gravidanza «minano» la salute dei figli? I nati da donne curate con antidepressivi nell'otto per cento dei casi sono colpiti da depressione nell’adolescenza

Gli antidepressivi serotoninergici (Ssri) in gravidanza sono sicuri? L’ipotesi che la terapia possa indurre depressione nel figlio durante l’adolescenza è avanzata da uno dei tanti studi sugli effetti degli psicofarmaci, che restano sempre sotto sospetto, durante il delicato periodo della gestazione. A indagare sono stati ricercatori finlandesi (Università di Helsinki) e americani (Columbia University) partendo dai dati del Registro nazionale finlandese delle nascite che hanno permesso di seguire gli effetti nel tempo sui figli di quattro gruppi di donne: quelle che hanno assunto gli Ssri durante la gravidanza (15.700), quelle che hanno avuto disturbi psichiatrici ma non hanno preso antidepressivi (9.700), le madri che hanno preso sì questi farmaci ma prima della gravidanza (ottomila), infine il gruppo di donne che né hanno avuto disturbi psichiatrici né, dunque, si sono curate con psicofarmaci (trentunomila).

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